Serie A 2017 - 2018 Clicca sulla tua squadra e acquista i biglietti

Il saluto del Kaiser: Michael Ballack lascia il calcio!

Il 26 settembre del 1976, nella città di Gorlitz, in quella che ancora si chiamava Germania Est, nasceva Michael Ballack, figlio di un ingegnere civile, ex calciatore a livello amatoriale.

Il saluto del Kaiser: Michael Ballack lascia il calcio!

Il piccolo Michael inizia a tirare i primi calci al pallone sotto la cupa ombra del Muro, alternandosi tra la BSG Motor-Karl-Marx-Stadt e il Karl-Marx-Stadt, fino ad approdare, nel 1990, nelle giovanili del Chemintz. E proprio in Sassonia, Ballack esordisce da professionista, giocando da titolare, nel ruolo di centrocampista centrale un Chemintz-VfB Lipsia di Zweite Bundesliga: è il 14 agosto del 1995, Michael ha appena 19 anni.

Dopo due anni al servizio degli azzurri di Sassonia, durante i quali conquista le sue prime convocazioni nella nazionale under-21 della Germania da poco riunita, Ballack viene chiamato al salto di qualità: il neopromosso Kaiserlsautern lo ingaggia nell’estate del 1997. La guida tecnica è koning Otto Rehhagel.

Michael esordisce nella massima serie tedesca alla settima giornata della stagione ’97-’98, a Karlsruhe, giocando gli ultimi cinque minuti, mentre è titolare contro il Bayer Leverkusen. Il ragazzo ci sa davvero fare. Il suo compito è quello di marcare Emerson (suo futuro compagno di squadra), lavoro che svolge in maniera egregia. E da protagonista giocherà il resto della stagione, contribuendo alla storica vittoria della Bundesliga da parte del Kaiserslautern. Ballack è ormai più di una scommessa, il trionfo in campionato getta su di lui i riflettori del panorama calcistico continentale e il suo talento è ormai agli occhi di tutti: centrocampista centrale, di straordinaria forza fisica e dotato di una tecnica fuori del comune. La vera svolta, però, arriva nel 1999, quando viene ingaggiato dallo stesso Bayer Leverkusen contro cui disputò la prima partita da titolare nel campionato tedesco. Nelle Aspirine giocano stelle come Lucio, Emerson e Ramelow: per Ballack è l’ora della consacrazione. Nel frattempo è arrivata anche la prima presenza nella nazionale maggiore, in una partita contro la Scozia.

Ballack e il Bayer sorprendono tutti, sia in campionato che in Europa: la squadra della Vestfalia arriva, contro tutti i pronostici, a giocarsi la finale della Champions League 2001-2002, allo stadio di Glasgow, nientemeno che contro il Real Madrid dei Galacticos.

Non sarà vittoria. Le merengues si impongono per 2-1 e l’Hampden Park applaude la prodezza di Zidane che decide l’incontro. Nonostante il triennio al Leverkusen si chiuda senza quei successi tanto attesi e solo sfiorati dalle Asprine (meritandosi l’appellativo di Neverkusen), il centrocampista tedesco è ormai diventato un top player a livello internazionale. E dopo la delusione di un campionato europeo solo assaporato, la grande occasione si presenta con la spedizione asiatica del 2002: è il suo primo campionato del mondo.

Ballack è uno dei giocatori più attesi e la Germania sicuramente una delle nazionali favorite. Nessuno dei due delude: Michael mette a segno tre reti, due delle quali decisive per l’approdo alle semifinali prima e alla finale poi, finale che non disputerà per una fatale squalifica. Senza di lui la Germania perde molto e viene sconfitta dal Brasile di Ronaldo, priva di un fondamentale elemento di equilibrio.

Le sue prestazioni, tuttavia, non passano inosservate e il mancato successo non gli impedisce di approdare al top del calcio tedesco: il Bayern Monaco.

E finalmente i successi arrivano. Con i bavaresi Ballack trionfa in tre edizioni della Bundesliga (due delle quali consecutive) e in tre di Coppa di Germania, aggiudicandosi una coppa di lega e arrivando ad impinguare notevolmente il suo bottino di reti: saranno ben 58 in quattro stagioni con la compagine di Monaco. Nel 2006 per Michael arriva un’importante scelta di vita: a 30 anni, nel pieno della maturità calcistica e in vista dei mondiali casalinghi, decide di abbandonare la sua Germania e volare in Inghilterra, per indossare la divisa blu del Chelsea del patron russo Abramovich. Il suo trasferimento non è ben visto dai tifosi tedeschi e dal presidente Beckenbauer, che accolgono la notizia con glaciale indifferenza. Nonostante ciò, Ballack dichiara di aver realizzato il suo sogno di giocare all’estero.

Nel frattempo si giocano i mondiali di Germania e Michael è il capitano della nazionale di casa. L’attesa è enorme, la Germania è l’ultra-favorita per la vittoria finale. L’ottimismo è alle stelle, anche prima della semifinale di Dortmund. Avversaria in quell’incontro è, un po’ a sorpresa, l’Italia di Lippi, sconvolta dallo scandalo di Calciopoli e destinataria di una vendetta covata dai teutonici per ben 24 anni, in ricordo della finale di Madrid del 1982. Le cose, però, non andranno come previsto e la nazionale italiana riesce, ancora una volta, a spegnere l’entusiasmo della Germania, che vede nelle lacrime di Ballack, il volto del proprio sconforto. Per Michael è la seconda, grande delusione con la sua nazionale. E le delusioni, purtroppo, non sono ancora finite. Con la maglia dei blues vive un 2008 infernale: il Chelsea arriva secondo in campionato, perde incredibilmente la finale di Carling Cup e quella attesissima di Champions League (la seconda per Ballack), questa volta ai rigori contro il Manchester United di Cristiano Ronaldo e, per finire, il centrocampista vede sfumare la vittoria finale del Campionato Europeo contro la Spagna di Torres.

La sua esperienza inglese si chiude con la vittoria del campionato 2009-2010 che non consola un triennio costellato da sconforto e frustrazione per le tante occasioni mancate, tanto da attribuire a Ballack l’appellativo di “eterno secondo”.

Il centrocampista chiude la sua carriera nella squadra che lo aveva lanciato, quel Bayer non più “Neverkusen”, lontana ombra della compagine che arrivò a sfidare a viso aperto la più forte squadra del mondo sul manto verde di Hampden Park.

E a 36 anni il campione dice basta. Dietro di lui il ricordo di una carriera che lo ha visto protagonista, nel bene e nel male, di un decennio della storia del calcio. Dieci anni o giù di lì, fatti di vittorie, sconfitte, discese e rinascite, il tutto all’insegna del sacrificio, del talento e dell’amore per questo sport che forse troppo ha voluto testare la sua ferrea tempra morale.

Forse un eterno secondo ma un fuoriclasse amato, dotato di uno straordinario carattere e dell’incredibile capacità di assorbire le delusioni e farne saldi punti su cui costruire il proprio futuro.

Ha dato tanto al calcio, Michael Ballack ma forse il calcio ha dato poco a lui, negandogli quegli immortali successi che lo avrebbero consacrato ai posteri come un’effigie del calcio internazionale.

Vi entra comunque con onore, eroe silenzioso e simbolo del calcio tedesco. Leader insostituibile, avversario inimitabile. Il mondo del calcio, o quel che ne resta, è lì ad applaudirlo.

Auf Wiedersehen  Michael!

Pubblicato il 04 Ottobre 2012 da Damiano Mattana

Commenti a questa pagina

La nuova stagione si avvicina ed il grande calcio promette forti emozioni!

La Serie A, la Champions League, l'Europa League e la Coppa Italia: queste sono le competizioni che terrano i tifosi italiani col fiato sospeso!

Su 2Biglietti.com trovi i biglietti delle partite interne ed esterne di Serie A, Champions League, Europa League e Coppa Italia.

Il sito consulta ogni 15 minuti le offerte per i biglietti delle partite di campionato e di coppa presenti on-line, e ti consente di confrontare i prezzi fatti dai vari operatori del settore. Inoltre il sito pubblica i link per l'acquisto dei biglietti sui siti sicuri.

Per maggior informazioni sui contenuti, le notizie e le offerte per i biglietti presenti su 2biglietti.com potete consultare il nostro Disclaimer

biglietti calcio
biglietti campionato
biglietti serie a

 

Mappa del sito