Serie A 2017 - 2018 Clicca sulla tua squadra e acquista i biglietti

Il tramonto di un’epoca: la storica società scozzese dei Rangers di Glasgow rischia il fallimento

Glasgow, anno 1872. Quattro ragazzi scozzesi, i fratelli Peter e Moses McNeil, Peter Campbell e William McBeath, stanno assistendo ad un incontro di calcio, sport allora emergente e non ancora prestigioso come il Rugby.

Il tramonto di un’epoca: la storica società scozzese dei Rangers di Glasgow rischia il fallimento

Attratti da quel nuovo e divertente gioco, decidono di riunirsi per fondare una società tutta loro. La battezzano Rangers, dal nome di una locale squadra rugbystica. Il debutto della neonata compagine scozzese avvenne nello stesso anno, contro il Callender F.C. Anno successivo, 1873. Mentre in Italia, il 22 maggio, moriva Alessandro Manzoni, unificatore linguistico della penisola appena divenuta uno Stato, nella metropoli scozzese si riuniva il primo vertice della nuova società: i primi membri furono eletti e il Rangers Football Club divenne realtà.

Centoquaranta anni sono passati da quel giorno. La storia dei Blue noses, capisaldi della cultura protestante di Glasgow, è proseguita fino ad oggi, costellata, in quasi un secolo e mezzo, di successi, di lotte, di conquiste, di trionfi. E non stiamo parlando di successi ordinari: sulla bilancia pesano 54 titoli scozzesi, 33 Scottish Cup, 27 Scottish League Cup e la storica Coppa delle Coppe del 1971. Niente di tutto questo può essere cancellato con un colpo di spugna, nessuno potrà mai metter in dubbio il valore e la gloria di questo storico club. Eppure, tutto potrebbe presto diventare nient’altro che un ricordo appassito, un archivio di polverose malinconie. I trionfi di un’epoca potrebbero trasformarsi in ferite dolorose e profonde di un passato che non tornerà più. Proprio oggi, durante i suoi primi 140 anni, il Rangers Football Club rischia il fallimento. Già, perché un’era di glorioso cammino non può sanare i 9 milioni di sterline di debiti da versare all’erario britannico, non può sopperire ad un monte ingaggi troppo elevato per i propri fondi e soprattutto non può salvare una società dal tracollo finanziario figlio di una pessima condotta amministrativa tenuta dal nuovo azionista di maggioranza, quel Craig Whyte che ha sostituito David Murray (che ha a lungo tenuto nascosta l’entità del problema) impegnando gli  introiti degli abbonamenti dei quattro prossimi anni.

Le misure di prevenzione sono drastiche: è già scattata la corsa all’abbattimento dei costi, i giocatori si sono tagliati lo stipendio del 75%, giovani stelle hanno chiesto la cessione. L’esclusione dalle prossime coppe europee è scontata (impossibile che la società presenti all’UEFA un bilancio in regola entro il 31 marzo) e il rischio di ripartire dalla quarta serie è più che concreto soprattutto in caso di accertamento di pagamenti irregolari, che vanno dal 1998 ad oggi.

Il susseguirsi di voci riguardanti cordate extraeuropee interessate all’acquisizione del club è continuo ed incessante, ma non esiste, in realtà, nulla di concreto. Più probabile, invece, l’impegno dei presidenti delle squadre della Scottish Premier League che, in caso di fallimento dei Rangers, vedrebbero crollare in modo consistente gli introiti derivanti dalle presenze negli stadi e giocherebbero al ribasso persino coi diritti televisivi. Ma i numeri restano numeri. La dignità è un’altra cosa.

Già infuriano, infatti, gli sfottò dei rivali dell’Old Firm, i tifosi del Celtic Glasgow, rappresentanti della sponda cattolica della città che pur sono usciti sconfitti dall’ultimo scontro diretto. Il desiderio di vedere umiliati e ridotti a novellini senza passato gli odiati cugini protestanti, sarebbe la più diabolica e sognata delle soddisfazioni. I secolari avversari dei Rangers, sembrano già celebrare una delle disfatte più dolorose della storia calcistica recente, senza forse troppo considerare quanto potrebbero perdere. Se dalle nostre parti si parla di rivalità, oltre il Vallo di Adriano, in una città come Glasgow, la situazione è ben diversa.  Gli accesi derby dell’Old Firm, fino a non molto tempo fa, erano contraddistinti non da una sana rivalità ma da un rancore profondo, da antichi odi mai del tutto sopiti. Spesso le partite calcistiche si sono tradotte in seri incidenti, tragiche conseguenze di un passato controverso e doloroso. I Rangers, orgogliosi protestanti e fedeli alla Corona britannica e i Celtics, figli di cattolici irlandesi e indipendentisti, danno vita oggi ad una colorata festa, un derby infuocato e combattuto, visto come l’incontro decisivo per una stagione, atteso con un’ansia innaturale e degno di qualsiasi tipo di sacrificio. Sarebbero davvero felici, coloro che già parlando di ballare la conga sul cadavere dei rivali, di vedere perso tutto questo? Cosa diventerebbe un campionato antico e prestigioso come quello scozzese se una metà della sua storia andasse in frantumi come cristallo? Certo, si parlerebbe di una situazione più equilibrata e non della solita corsa a due, del continuo testa a testa fra le due compagini che, a turno, si spartiscono tutto ciò che c’è in palio. Ma niente sarebbe più come prima. Ci si troverebbe di fronte ad una competizione sportiva insapore, come fosse un libro privo delle prime pagine, una poesia senza il suo incipit, una commedia senza uno dei suoi attori principali.

Sono trascorsi 140 anni da quel 1872. Il calcio è nel frattempo diventato lo sport più popolare del mondo e in Europa, le società si lanciano in spese pazze, rette dalle nuove cordate asiatiche, mediorientali e americane, orientate verso il successo e il guadagno, forse insensibili al passato, alle antiche glorie, alle battaglie di un secolo fa, quando il calcio non era che uno sport e quando le squadre si incontravano in rispetto ed amicizia, rappresentati ed icone di identità popolari. Perdendo una delle società più antiche del mondo, verrà a mancare un’essenza di questo sport, sarebbe come la perdita di un padre fondatore. Si assisterà al tramonto di un’epoca, si dirà addio ad un passato coperto di gloria, voltandosi a fatica verso un futuro nostalgico e malinconico, figlio di un’era di avidità e sete di potere.

foto da The Glasgow Story - la squadra dei Glasgow Rangers del 1877

Pubblicato il 29 Marzo 2012 da Damiano Mattana

Commenti a questa pagina

La nuova stagione si avvicina ed il grande calcio promette forti emozioni!

La Serie A, la Champions League, l'Europa League e la Coppa Italia: queste sono le competizioni che terrano i tifosi italiani col fiato sospeso!

Su 2Biglietti.com trovi i biglietti delle partite interne ed esterne di Serie A, Champions League, Europa League e Coppa Italia.

Il sito consulta ogni 15 minuti le offerte per i biglietti delle partite di campionato e di coppa presenti on-line, e ti consente di confrontare i prezzi fatti dai vari operatori del settore. Inoltre il sito pubblica i link per l'acquisto dei biglietti sui siti sicuri.

Per maggior informazioni sui contenuti, le notizie e le offerte per i biglietti presenti su 2biglietti.com potete consultare il nostro Disclaimer

biglietti calcio
biglietti campionato
biglietti serie a

 

Mappa del sito