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SERIE A, SI PARTE

Dopo l'indecoroso sciopero che ha fatto saltare la prima giornata di Serie A, i calciatori hanno firmato l'accordo proposto dalle società e c'è finalmente il via libera al campionato. Il rappresentante dell'Associazione Italiana Calciatori (AIC) Damiano Tommasi e il presidente della Lega di Serie A Maurizio Beretta hanno apposto le loro firme su un accordo valido fino al giugno 2012. Il prossimo fine settimana le squadre scenderanno finalmente in campo. Si inizierà venerdì, con l'anticipo serale che vedrà contrapporsi allo Stadio emazza Milan e Lazio (ore 20:45). Sabato sera, stesso orario, si gicoherà invece Cesena-Napoli. Domenica alle 12:30 si disputerà Juventus-Parma, prima partita ufficiale nel nuovo stadio della Juve, la Juventusa Arena. Alle 15:00 dello stesso giorno si giocheranno Catania-Siena, Chievo-Novara, Fiorentina-Bologna, Genoa-Atalanta, Lecce-Udinese e Roma-Cagliari. Alle 20:45 di domenica ultimo match all'Olimpico con Roma-Cagliari.

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I tifosi tirano quindi un sospiro di sollievo, anche se non si smorzano le polemiche per uno sciopero incomprensibile, perpretato da milionari in un Paese in piena crisi economica. Non si capisce nememno chi abbia vinto tra società e calciatori. Per Tommasi infatti l'accordo è un buon punto di partenza per i calciatori, che secondo lui hanno ottenuto quello che volevano. Per Beretta al contrario sono le società che hanno ottenuto quanto richiesto, e il contratto è una forma di accordo innovativo. La verità, che nessuno vuole dire anche per non guastare la festa ai tanti appassionati di questo sport, è che si è raggiunta una intesa solo eprché il governo ha messo da parte il contributo di solidarietà per i redditi superiori ai 90.000 euro l'anno. Era quella la vera questione, con le società che non volevano aggiungere altri costi ai già disastrati bilanci, e i giocatori che non volevano rinunciare a nulla del loro ingaggio. Resta una domanda: con l'Italia sull'orlo del baratro, se non danno un contributo persone che giocando e sottolineo giocando guadagnano svariati milioni di euro l'anno, chi lo deve dare? Il solito operaio che paga pure 20-30 euro a domenica epr assistere la sua squadra del cuore? Ok, pensiamo al campionato, divertiamoci almeno la domenica dopo una settimana di duro lavoro. Ma questi giocatori iniziano ad apparire per quello che sono: signorine viziate, diciamocelo.

Pubblicato il 05 Settembre 2011 da Fabrizio Di Giorgio

Commenti a questa pagina

Altri commenti degli utenti alla pagina:

Alberto il 05-09-11 alle 20:47:32 ha commentato:

Alla fine il problema era il contributo di solidarietà per i redditi superiori ai 90.000 euro. VERGOGNA, questi giocatori sono delle signorine viziate e avide come baldracche. Se non pagano loro che guadagnano milioni chi deve pagare sempre i veri lavoratori?

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