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UN PIATTO TROPPO CONDITO DALLA “FRAGILITA’” DEGLI ARBITRI, MA SPESSO ANCHE DAI GIOCATORI STESSI.

Siamo di nuovo corteggiati pesantemente da tutto ciò che riguarda l’ultima giornata di campionato, che di fatto ha portato una tempesta di polemiche e dubbi su quelle che sono le responsabilità arbitrali in molte delle partite che hanno condito abbondantemente un piatto, quello calcistico appunto, già salato di suo.

UN PIATTO TROPPO CONDITO DALLA “FRAGILITA’” DEGLI ARBITRI, MA SPESSO ANCHE DAI GIOCATORI STESSI.

Il calcio sta divenendo sempre più vetrina di scommesse e promesse, ogni scommessa crea disagio e ogni promessa affonda nel mare dell’ipocrisia di fondo. Tutto è iniziato con l’anticipo di Catania-Juventus, una partita che è stata disegnata dall’arbitro, dagli assistenti…insomma da quella categoria che viene spesso e volentieri denigrata dai tifosi e dagli addetti ai lavori, giornalisti e radiocronisti, forse a volte anche ingiustamente. Il calcio di oggi viaggia ad una velocità agghiacciante, il pallone schizza tra le linee, i tifosi cantano i colori e i gl’allenatori urlano a bordo campo, ma la qualità della vista di quegli omini vestiti di nero e giallo non cambia, non devono essere dei supereroi. Io non voglio parlare di categorie, allenatori, calciatori, arbitri, presidenti e via discorrendo; tutti fanno parte dello stesso spettacolo, l’arte del pallone, che è probabilmente la cosa più importante in fondo, ed è proprio a fondo che stiamo portando il calcio.

Tutto questo ovviamente non giustifica un lavoro sbagliato, un lavoro fatto male dalla cosiddetta categoria arbitrale, soprattutto se parliamo di errori grossolani che sono visibili dagli schermi di casa, le nostre case. Quello che odio è uno ostracismo esagerato per qualsiasi cosa, persona o categoria. Nel dettaglio il gol annullato a Bergessio che avrebbe sancito l’1-0 per i siciliani è da considerare un errore grossolano, ma solo per il fatto che Asamoah era nettamente davanti a Bergessio, i due si tenevano “a braccetto”…come è possibile sbagliare? Ma forse quello che ha fatto infuriare il presidente Pulvirenti e i tifosi, non solo quelli della squadra di casa, sono stati i 44 secondi di fuoco tra l’arbitro Gervasoni, il quale aveva inizialmente convalidato la rete, il guardialinee Maggiani, il quale non aveva alzato nessun tipo di bandierina e il giudice di porta Rizzoli, che ricordiamo non dovrebbe mettere parola su qualcosa che non gli riguarda troppo da vicino. Invece quello che è accaduto in campo fa invidia alle soap opere, i tre discutono, asseriscono e decidono sotto la pressione dei giocatori della Juventus e della panchina, ma direi sia normale, non cerchiamo di aizzare le folle. Rizzoli convince Maggiani che c’è stato un tocco di Lodi in precedenza, Maggiani allora consiglia all’arbitro di annullare la rete. Successivamente Vidal segna il gol vittoria dello 0-1, ma era fuorigioco poco prima di Bendtner; bisogna ammettere questa volta che era difficile percepirlo.

Il direttore generale della Juventus Marotta a SKY ha affermato che comunque non si può escludere una possibile rimonta della sua squadra; ma è anche vero che nessuno può non dire che sul 1-0 del Catania le cose sarebbero andate diversamente. Non esiste la controprova in entrambi i casi. Con i “se” e con i “ma” non si arriva lontano, quello che è certo invece è che la rete era regolarissima.

Altre partite, ennesimi errori. Parliamo di Fiorentina-Lazio e di Roma-Udinese. Nella prima troviamo il gol dell’1-0 convalidato di Ljajic in fuorigioco, un gol del possibile 1-1 di Mauri annullato per fuorigioco e due contestate espulsioni. Bisogna dire, nonostante tutto, che la Fiorentina ha dominato per tutto il primo tempo e che la Lazio è uscita solo nei primi venti minuti del secondo mangiandosi anche un gol con Klose. Le cose non sarebbero cambiate. La Fiorentina ha meritato la vittoria; per quello che concerne i cartellini rossi, quello su Ledesma resta discutibile perché nella seconda ammonizione l’arbitro Bergonzi è sembrato fortemente condizionato dalla tifoseria viola, un arbitro dovrebbe mostrare una certa autorità e sicurezza. Quella su Hernanes non vuole dubbi. Il fallo era brutto e volontario, un banale fallo di reazione.

In Roma-Fiorentina resta discutibile il rigore vittoria che ha sancito il 2-3 dell’Udinese sulla squadra capitolina. Rigore battuto egregiamente da un Di Natale ispirato. Anche qui il regolamento parla chiaro, il tocco c’è, Castan termina la corsa su quella del giocatore avversario in area. Non è un fallo cattivo, per molti non è nemmeno fallo, ma allora forse dobbiamo dibattere su alcuni punti del regolamento, ma soprattutto sulla presunta “fragilità” dei giocatori… giocatori strapagati.

Pubblicato il 30 Ottobre 2012 da Davide Figliolini

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